Non Posso Accettare Questa Logica “Assurda”
—Dall’edizione di luglio 2025 della Opinion Review: La proposta dello Yomiuri sull’imperatore di linea femminile e la “rivolta del riso dell’era Reiwa”—
Di Hiroshi Kawase, vicedirettore editoriale (pubblicato il 26 giugno 2025)
◎ Sconcerto per la proposta dello Yomiuri di accettare un imperatore di linea femminile
Rimane un persistente senso di “Perché...?”
Si tratta della proposta pubblicata il 15 maggio dallo Yomiuri Shimbun, che suggerisce di riconoscere un “imperatore di linea femminile”—un concetto senza precedenti nella storia del Giappone.
Sebbene lo Yomiuri affermi che ciò servirebbe a “garantire la continuità stabile della linea imperiale”, nei fatti ciò significherebbe recidere quella stessa linea.
◎ Anche un consigliere del Primo Ministro l’ha definita “assurda”
“Una prima pagina assolutamente assurda. Ho dovuto guardare due volte—pensavo fosse l’Asahi Shimbun.”
Queste le parole postate su X (ex Twitter) dal consigliere del Primo Ministro Akihisa Nagashima.
Molti lettori probabilmente condividono il suo sentimento.
◎ La critica della rivista Seiron
Il numero speciale di Seiron, intitolato “La logica della successione imperiale”, critica in profondità quanto sia “assurda” la proposta dello Yomiuri.
Il professor Hideyuki Yagi dell’Università Reitaku offre un’analisi chiara all’inizio, che seguiremo per smontare la proposta.
La proposta in quattro punti dello Yomiuri comprende: (1) dare priorità alla continuità della linea imperiale, (2) preservare il ruolo simbolico dell’imperatore, (3) istituire rami femminili della famiglia imperiale, e (4) conferire status imperiale a mariti e figli delle donne della famiglia imperiale.
I punti (1) e (2) non sono controversi.
Il problema sta nei punti (3) e (4).
◎ Una deviazione dal rapporto governativo
Le discussioni sulla successione stabile si sono basate sul rapporto presentato alla Dieta dal governo Kishida nel gennaio 2022 (Reiwa 4).
Quel rapporto suggeriva che, per garantire un numero sufficiente di membri nella famiglia imperiale, le donne potessero mantenere lo status dopo il matrimonio—ma come individui, non come capi di nuovi rami familiari.
Inoltre, i loro mariti e figli sarebbero rimasti cittadini comuni, con i relativi diritti e doveri.
Questo per evitare qualsiasi strada verso la successione di linea femminile.
Otto partiti—tra cui il PLD, Komeito, Partito dell’Innovazione del Giappone e il Partito Democratico per il Popolo—sostenevano questa direzione, e il dibattito stava per concludersi.
◎ Il ribaltamento contraddittorio e lo standard doppio dello Yomiuri
La proposta dello Yomiuri mira a rovesciare questo consenso.
Arriva perfino ad affermare che “in futuro non si deve escludere la possibilità di un imperatore di linea femminile, e che si devono considerare opzioni realistiche”.
Nel frattempo, lo Yomiuri critica un’altra proposta del rapporto governativo: il ripristino dei discendenti di linea maschile delle ex-rami imperiali tramite adozione.
Nel suo editoriale del 15 maggio, lo Yomiuri solleva dubbi sull'accettazione pubblica: “Coloro che provengono dagli ex-rami hanno vissuto come cittadini comuni per lungo tempo. Il popolo accetterebbe di concedere loro i diritti di successione all’improvviso?”
Pur respingendo il ritorno dei discendenti maschi per via della loro attuale condizione di cittadini, lo Yomiuri propone di concedere lo status imperiale a cittadini comuni che sposano donne della famiglia imperiale.
Yagi liquida questa posizione come “uno standard doppio privo di una valutazione coerente delle conseguenze”.
◎ La confutazione storica di Masaru Kurayama
I discendenti di linea femminile non appartengono fin dall’inizio alla linea imperiale.
Lo storico Masaru Kurayama, nello stesso numero di Seiron, spiega:
Dal primo imperatore Jinmu fino all’attuale imperatore, tutti i 126 sovrani sono succeduti per linea maschile.
Sebbene ci siano stati otto imperatori donna, tutti erano discendenti di linea maschile dal lato paterno.
Questo vale non solo per gli imperatori, ma per tutti i membri maschi della famiglia imperiale, esclusivamente di linea maschile.
La famiglia imperiale ha accolto molte donne comuni, ma mai un solo uomo non di linea maschile.
Secondo Kurayama, la logica del “poiché la successione maschile è in stallo, accettiamo imperatori donna o di linea femminile” equivale a dire: “Poiché la candela sta per spegnersi, passiamo a una lampadina.”
Esistono ancora diversi discendenti maschi degli ex-rami imperiali.
Per usare la metafora di Kurayama: la candela ha ancora fiamma.
Oltre ai saggi di Yagi e Kurayama, Seiron presenta anche contributi dell’autore Tsuneyasu Takeda e del professor emerito Akira Momochi dell’Università Nihon, tutti a difesa della legittimità della successione per linea maschile.
La raccolta sarà sicuramente utile come manuale per chi desidera elaborare le proprie argomentazioni.
◎ Anche la “rivolta del riso dell’era Reiwa” è assurda
Parlando di “assurdità”, la cosiddetta “rivolta del riso” è stata davvero bizzarra.
Il prezzo medio nazionale del riso, che un anno fa si aggirava sui 2.200 yen per 5 kg, ha improvvisamente superato i 4.600 yen in certi momenti.
In questo contesto, Bungei Shunjū ha realizzato una lunga intervista con Shinjiro Koizumi, appena nominato ministro dell’agricoltura, delle foreste e della pesca il 21 maggio.
Conosciuto per l’eloquenza ereditata dal padre, Koizumi è stato spesso accusato di mancare di sostanza—un tratto emerso chiaramente.
◎ Scambi confusi
Lo scrittore di nonfiction Shinnosuke Kubota ha condotto l’intervista, cominciando col chiedere la visione di Koizumi sulle cause dell’impennata del prezzo del riso.
Koizumi ha risposto: “Per prima cosa, dobbiamo frenare questo aumento anomalo che abbiamo davanti agli occhi”, per poi lanciarsi in un discorso completamente scollegato.
Quando Kubota ha provato a tornare sul punto, chiedendo: “Riformulo: qual è stata la causa dell’aumento?”, Koizumi ha risposto: “Dobbiamo creare un ambiente che sostenga chi vuole coltivare riso.”
Anche al terzo tentativo—“Perché è avvenuta la rivolta del riso dell’era Reiwa?”—Koizumi ha risposto solo con frasi di circostanza: “Dobbiamo riflettere su ciò che va riflettuto e andare avanti.”
Senza comprendere la causa, come si possono adottare contromisure efficaci?
La passione di Koizumi—il suo impegno a “fare qualsiasi cosa serva” per abbassare i prezzi del riso—era palpabile.
Ma resta da vedere se ciò porterà risultati concreti.
Speriamo che questa crisi del riso “assurda” si risolva il prima possibile.
◎ Un’argomentazione veramente “assurda” su Sekai
Da segnalare anche l’articolo nella rivista progressista Sekai, nel numero di luglio, dal titolo “La politica dell’odio.”
Kohei Kurahashi, professore associato dell’Università Soka, tratta della questione curda, condannando i conservatori e i movimenti di destra come “xenofobi.”
Secondo Kurahashi, tali xenofobi considerano curdi e altri stranieri come elementi da espellere “per mantenere la gerarchia della società giapponese (maschile).”
Afferma che la società giapponese mantiene la supremazia nipponica scoprendo continuamente “la barbarie intorno a sé” per attaccarla o discriminarla.
Ecco cosa è davvero assurdo.
Non posso proprio accettare una logica del genere.
La vera questione è se le persone coinvolte rispettano leggi e regolamenti.