カトリック菊池教会 


毎週の福音書と典礼にそって人生の素ばらしさを探る一言
菊池教会の電話:0968-25-2381

毎週の一言 C年 復活節第三主日

2010年04月17日 | メッセージ(その他)
イエス様のことを愛される皆さまへ、

春の強風を表す言葉に「春疾風」(はるはやて)があります。疾風は急に吹き起こる風のことです。春は寒冷前線の通過前には強い南風、通過後には強い北風が吹きますが突風を伴うこともあり三月は寒い日が多かった印象も強いのですが、寒暖の変動が大変大きく、暖かい日も多かったのです。月全体を平均すると気温は平年より高かかったので、藤の花はずいぶん早く咲いたようです。桜は散り始めたところも多くなってきましたがこれからは初夏の花が楽しめます。
復活祭の実りも上記の自然現象で例えられます。キリスト信者は聖霊の風に吹かれて、つまり復活されたイエス様の息を浴びて、新しい心で、新しく生まれ変わって勇気を出して神様からいただいた人生を大切にします。キリスト信者は生きていても死んでいてもイエス様と一緒になって、復活されたイエス様と一緒に復活して、赦しと慈しみの心を持ち、いろんな苦しみを乗り越えられます。キリスト信者はこのような強い風の翼に乗って人生を送ります。復活祭の時に受けられた恵みも良く見れば自分の人生の中、共同体の中でも当季節の様々な花と同じように見事に咲いています。このように神様の美しさを身近にみられます。
ヨハネによる福音書 21・1-9
先週の福音書の箇所の主役者は使徒トマスでしたが、今度はペトロです。ペトロが漁に行く決意をしめしましたが、陸にイエス様がおられるとわかって、すべてを残して水に飛び込みイエス様のもとに戻ります。その時ペトロがもう一度イエス様の呼びかけで、当時の共同体、すなわち教会の責任を預かります。復活されたイエス様が何度も、不信感をもった弟子たちの目の前に現れますが皆は誰であるかすぐにわかりませんでした。しかし、イエス様の言葉と行い(やり方)によって、弟子たちが知らない姿の人の中に、復活されたイエス様を見出すようになります。当福音書の骨組みはおもに二つに分けられています。聖書の解説とパンを割り分かち合うことです。それに従って、復活されたイエス様との感動の出会いと、イエス様の羊を指導するためのペトロの再派遣です。復活されたイエス様は人の日常の出来事の中で働き、その中で不思議なしるしを通して自分の姿を身近に見せるようにします。今回、イエス様が大量にとれた魚のしるしを通して、自分の言葉の力をしめします。網に掛かった魚153匹は歴史の中でとても面白く解説されていました。1)数字はヘブライ語の文字にかえれば「愛の共同体」のことを示しています。2)153、当時知られた魚の種類の数であって、人類のことも示しています。3)153の数字をたすことによって、「完全」という意味をあらわれています。4)最後に、おそらくいつも自分の福音書の中で完璧を求めたヨハネが、細かいところまでイエス様のみ言葉の結果を示した数字であるということもあります。しかし当主日の典礼で一番大切にされたところは、イエス様とペトロの対話です。ペトロがイエス様の裁判中、三回もイエス様のことを知らないとした発言に対して、今度はペトロがイエス様に対して三回も自分の愛を宣言します。その宣言の中でペトロの回心もあり、イエス様の赦しも明らかにされています。同時にイエス様とペトロの間の対話は、イエス様とキリスト信者の間の対話をも示されています。イエス様は信者に確かに大きな愛を求めていますが、同時にイエス様に従う者が無償、普遍的なイエス様の愛を受け入れるように勧められています。イエス様とイエス様に従う者との関係は見事な愛、回心、赦しの間で定められています。そのようにイエス様に再び任命されたペトロはイエス様に従う者たちに、このようい指導、支え、むしろ心の命を与えるように呼びかけています。                     
モヨリ神父
               
ジャンル:
ウェブログ
コメント (2)   この記事についてブログを書く
この記事をはてなブックマークに追加
« 毎週の一言 C年 復活節第... | トップ | 毎週の一言 C年 復活節第... »
最近の画像もっと見る

2 コメント

コメント日が  古い順  |   新しい順
Commento Italiano alla terza domenica del periodo Pasquale (P.Gianni Viola)
2010-04-17 19:06:18
Con il vangelo odierno (Gv 21,1-19) prosegue il grande tema della riconoscibilità del Risorto: un tema che attraversa diversi racconti di resurrezione.
Dobbiamo ammettere che la Risurrezione rimane un mistero. Cristo è sé stesso, ma come risorto è anche "altro". Egli, infatti, dopo la sua risurrezione, aveva qualche cosa di così particolare da non essere riconosciuto in modo immediato come noi oggi possiamo riconoscere una persona che ci è cara e che è rimasta assente per qualche tempo…
Secondo l'esegesi biblico-liturgica, due possono essere i temi odierni:


1. Conoscenza "mediata" del Risorto

Allora, come riconoscere il Risorto? Gesù non sceglie per i suoi discepoli la via facile. Egli, cioè, lascia delle tracce, degli indizi che sono abbastanza forti per chi sa vedere, mentre per chi non sa vedere sono opachi. Così, sono, ad esempio: i suoi segni della passione, i suoi gesti miracolosi e non (spezzare il pane a Emmaus, pesca miracolosa a Genesaret) e le sue parole (di spiegazione della Scrittura ai discepoli di Emmaus o "personalizzate" a Maria Maddalena).

Quello che è certo è che il vangelo, intende sottolineare l'esperienza storica della risurrezione in modalità "mediata": Gesù Risorto fin da subito venne riconosciuto in modo "mediato". E la mediazione è operata dalla "Parola" e dal "Segno". E questo schema si ripete anche in altre circostanze:

– mattino di Pasqua al sepolcro: il discepolo che Gesù amava si ricordò delle Scritture (Parola), vide le tele (Segno) e credette; Maria Maddalena e Pietro non si ricordarono di quello che Gesù aveva detto (Parola), e non videro nelle tele (Segno) la traccia del Risorto;

– Emmaus: spiegazione della Scrittura (Parola) e spezzare il pane (Segno);

– Vangelo odierno: il miracolo della pesca (il Segno) e il dialogo serrato tra Gesù e Pietro (la Parola);

– Parola e Segno sono i due elementi fontali anche dell'esperienza sacramentale. E mentre l'eucaristia fa incontrare il fedele con il Risorto, la grande liturgia celeste proclama la grandezza di Gesù, agnello immolato (Ap 5,11-14).


2. Pietro, riscattato da Gesù attraverso una confessione di amore, viene investito della missione di pascere il gregge di Cristo.

Il dialogo tra Gesù e Pietro (Gv 21,15-19) secondo gli esegeti può essere letto con tagli diversi. Può essere letto come il dialogo del "ritorno" oppure come il dialogo dell'"amore" oppure, ancora, come il dialogo dell'"investitura".

Il dialogo del "ritorno". Una lettura che ci giunge da lunga tradizione vede nel dialogo tra Gesù e Pietro il dono del perdono da parte del Maestro. Costui dona la possibilità a Pietro di riparare con una triplice confessione di amore il triplice tradimento della notte della passione. Tale dialogo sarebbe, dunque, il dono del ritorno offerto da Cristo a colui che è chiamato a pascere il gregge del sommo pastore.

Il dialogo dell'"amore". Alcuni studiosi, infatti, hanno fatto notare come Gesù non adoperi sempre lo stesso verbo per interrogare Pietro. Per ben due volte Gesù adopera il verbo "agapáo" e solo nella terza volta adopera il verbo "filéo", mentre Pietro in tutte e tre le risposte adopera il verbo "filéo". Ora noi sappiamo che "agapáo" indica l'amore puramente donativo, senza attesa del contraccambio, mentre "filéo" significa proprio amare amichevolmente con la consapevolezza del contraccambio. Pietro lungo tutta la vita pubblica di Gesù ha avuto la pretesa di essere il "buon protettore" del suo Maestro. Ha voluto essere colui che dona senza attese di contraccambio. Gesù chiede se ne è convinto. E Pietro risponde fondamentalmente di no. Finalmente capisce che deve lasciarsi amare dal Maestro. Pietro, dunque, come ogni credente, è chiamato a coltivare in sé la coscienza secondo la quale il figlio dona il suo amore al Padre, ma anche ha un bisogno profondo di sentire l'amore di Dio nei propri confronti.

Il dialogo dell'"investitura". Infine il dialogo tra Gesù e Pietro è un vero dialogo d'investitura. Per ben tre volte Pietro viene costituito pastore del gregge di Gesù. I termini usati sono estremamente ricchi. "Pascolare" e "pascere" indicano procurare e custodire al gregge la vita, quella vera. "Pecore" e "agnelli" indicano i grandi e i piccoli del gregge. Come dire che il compito di Pietro sarà quello di procurare la vita a tutti, indistintamente, sia per coloro che sono ritenuti grandi fra gli uomini, sia per coloro che sono ritenuti piccoli. A imitazione di Gesù Pastore.


3. L'esperienza forte del Risorto trasforma i discepoli (At 5,27b-32.40b-41).

Da uomini paurosi sono diventati uomini di coraggio. Pietro e gli altri apostoli proclamano il Cris
Commento Italiano alla terza domenica del periodo Pasquale, continua (P.Gianni Viola)
2010-04-17 19:16:27
3. L'esperienza forte del Risorto trasforma i discepoli (At 5,27b-32.40b-41).

Da uomini paurosi sono diventati uomini di coraggio. Pietro e gli altri apostoli proclamano il Cristo morto e risorto. Chiamati a rendere conto davanti al sommo sacerdote, fanno esperienza di quanto Gesù aveva insegnato loro:

"Ma quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa dire-te, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi" (Mt 10,19-20).

Spinto dallo Spirito, dunque, Pietro afferma: Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini (v. 29). E contro ogni logica umana, flagellati nel sinedrio, gli apostoli se ne vanno: lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù (v. 41).

コメントを投稿

ブログ作成者から承認されるまでコメントは反映されません。

メッセージ(その他)」カテゴリの最新記事